#IoNonDimentico il 27 Gennaio, Giorno della Memoria

Non Dimentico che oggi è il giorno internazionale della memoria. Oggi si commemora la Shoah, Auschwitz, Bergenbelzen, l’orrore del fascismo e del nazismo, ebrei e non, caduti per il fanatismo. #IoNonDimentico la propaganda dell’orrore. Non posso dimenticare il 27 Gennaio perché fatalità era il giorno di nascita di mia nonna Adele, perché è anche il giorno di matrimonio dei miei genitori, che coincide col compleanno di Wolfgang Amadeus Mozart. Colui che compose il Requiem, la messa funebre più importante della musica classica. Tutto questo nella data odierna.

27 Gennaio Giorno della Memoria, #IoNonDimentico

27 Gennaio 1945 #IoNonDimentico il giorno nel quale fu liberato Primo Levi. Il suo racconto “Se questo è un uomo” è l’opera che diede inizio al genere letterario del memoriale della Shoah. Un classico della letteratura di genere. Non dimentico che oltre 6 milioni d’ebrei d’Europa furono uccisi e 13 milioni di cittadini europei di ogni culto, qualsiasi appartenenza nazionale, convinzione culturale e rango sociale, con loro. Nei Lager le convenzioni sparivano, nei Lager non esistevano umani, non esisteva dignità della persona. Annientata.

27 gennaio, Primo Levi, #IoNonDimentico

#IoNonDimentico il profumo del fior d’Arancio nell’aria

Aprile 1996, atterraggio a Tel-Aviv Ben Gurion, era sera e come scesi dall’aereo proveniente da Zurigo, mi avvolse un profumo inebriante. Io non posso dimenticare quel profumo, come non riesco a dimenticare il numero tatuato sul braccio di un signore svizzero che era seduto accanto a me durante il volo. Non fu la prima volta che vidi un tale tatuaggio, ma fu la prima volta che notai come qualcuno lo portava, con così tanta dignità e naturalezza.

Mi rimasero impresse le sue parole, al nostro addio: “Du wirst Dich dran gewöhnen” – ti abituerai. Aveva ragione, mi ci abituai una volta tornata in Israele, dove ho studiato e lavorato. Il mio lavoro con gli anziani sopravvissuti alla Shoah comportava proprio l’abituarsi a vedere quei numeri sulle braccia dei superstiti, oltreché ascoltare le loro storie. Chi mi raccontava dei Lager in jiddisch, visto il mio ebraico claudicante, chi in perfetto tedesco, chi in inglese, spagnolo e francese. Storie di vita al limite.

#IoNonDimentico Ruth, i figli, nipoti e i figli dei nipoti

Non dimentico una sera di Rosh haShana, il capodanno ebraico a Ha Yarkon. Il noto quartiere di Tel-Aviv, che prende nome dal fiume che termina nel Mar Mediterraneo. La nonna e bisnonna Ruth, che a guardarla bene non era poi nemmeno tanto anziana, raccontò degli orrori dell’Olocausto con così tanta disinvoltura, quasi come se non la riguardasse.

Ne rimasi colpita, anzi di più, rattristita, ma lei colse subito il mio disaggio.

Mi prese per mano e disse con gioia, che “è anche grazie a quel maledetto numero, che oggi siamo tutti qui insieme a festeggiare, mangiare e bere.” Ruth aveva ragione ovviamente. Se non ci fosse stata la Shoah, lei sarebbe rimasta a Brema, dove non avrebbe conosciuto il marito, non sarebbero nati i suoi 4 figli, che diedero vita a oltre 20 nipoti, che a loro volta erano diventati genitori. Gli amici che mi invitarono a passare il capodanno da nonna Ruth. #IoNonDimentico e rimarrò grata a vita.

Non Dimentico che siamo i perdenti della Shoah

#IoNonDimentico, Auschwitz, Primo Levi

La storia di vita che vi ho raccontato, ci dice che a perdere il conflitto bellico e culturale di 76 anni fa, siamo stati noi. Noi che abbiamo perso fisici, pittori, poeti, ricercatori, insegnanti, orafi e quant’altro. Gente comune e straordinaria, che per convinzione era antifascista, contro l’odio e contro l’intolleranza. Partigiani certamente, ma anche semplicemente persone normali, che ripugnavano la strategia dell’odio. Quella gente comune che oggi ci manca, ad esempio sui social, oppure nei talkshow e sui giornali. Quelle persone semplici, che con la loro franchezza dice cose così lampanti come: “Trump assomiglia a Mussolini col ciuffo”. Quelle persone per bene, come mio papà, che il fascismo lo sente anche quando perfido come satana, si traveste da leader politico moderno. Quei leader politici che oggi come ieri, usano lo scontro sociale per aumentare il proprio consenso.