Il tentato golpe di Meloni e Salvini

Si chiama strategia della tensione, solo che oggi le bombe sono virtuali. Non ci sono attacchi di terrorismo nero, come tra gli anni sessanta e ottanta, almeno non in Italia. Oggi gli organi democratici vengono aggrediti via social, dove si scatena l’ira sociale e si istiga al golpe.

In effetti sono tante le similitudini, soprattutto con il golpe Borghese e in questo articolo vorrei fare un paio di analogie. Dicevo nel mio ultimo pezzo che chi non è in grado di metabolizzare il proprio passato, è costretto a convivere con gli spiriti maligni del proprio trascorso. Noi ancora non abbiamo compreso l’entità delle stragi e degli anni di piombo.

Cominciamo con la nostra retrospettiva dal blocco della Camera dei Deputati perpetuata da leghisti, forzisti (altroché responsabili!) e meloniani. In piena pandemia i negazionisti, e Sgarbi in primis, mettono a rischio la salute dell’intero parlamento e rispettivi famigliari. La sommossa è stata degna dei peggiori teppisti da stadio. Per chi non l’avesse notato, i cellulari erano ovviamente tutti impostati su Facebook-Life, il vero scopo della pagliacciata di ieri. Il web è pieno di questi “patrioti” opportunisti, che dimostrano(!) come loro si oppongono alla dittatura sanitaria di Conte. Blasfemo il tweet di Salvini, che negava il fatto che erano morte 993 persone, altroché televendita.

Domandiamoci perché l’irresponsabilità dell’opposizione arriva a questo punto. Appare ovvio che lo scopo finale è l’impossessarsi subito del potere. Secondo loro, da troppo tempo in mano al governo più a sinistra di sempre. Ed eccoci già alla prima analogia col passato. Oggi sappiamo che la, cosiddetta strategia della tensione, aveva lo scopo di trattenere l’espansione progressiva del socialismo in Europa e questo è paragonabile con l’evoluzione ambientalista di oggi.

Scriviamo gli anni sessanta, anni del boom economico, anni della prima crisi del golfo, ma anche anni di baby-boom ed espansione demografica. Gli anni che videro apparire i primi movimenti animalisti e ambientalisti. Parliamo quindi di due grandi blocchi ed entrambi in crescita. USA da un lato, UdSSR dall’altro. L’Italia aveva il partito comunista più vigoroso d’Europa e più interconnesso con gli altri partiti e Stati comunisti/socialisti. Per la Democrazia Cristiana, la Nato e gli Stati Uniti era fondamentale fermare questo processo di sviluppo socialista dell’economia europea e l’Italia doveva essere una chiave di svolta. Noi infatti eravamo lo Stato con le stragi più grandi e più numerose, ma non eravamo affatto soli, pensando a Portogallo, Spagna, Francia, Germania e Grecia in particolare. Pensate, tra 1969 e 1980 ci furono 4.584 attentati, 113 morti e 384 feriti e tutto questo per cosa? La strategia della tensione doveva fare paura, intimorire il popolo affinché accettasse le cosiddette leggi d’emergenza, quindi restrizioni della libertà personale e soprattutto l’immediato terminare delle proteste proletarie, finendo così finalmente la corsa verso l’emancipazione femminile, diritti dei lavoratori, le richieste di welfare e progressione fiscale. Troppi gli obbiettivi raggiunti, in solo poco tempo dai leader delle organizzazioni ambientaliste, umaniste e soprattutto dai sindacati. Troppo, non solo per l’industria pesante del vecchio continente, ma particolarmente per i partiti conservativi, che videro il loro potere sgretolarsi dinanzi l’insistenza popolare per il coinvolgimento politico, sociale ed economico. E siamo alla seconda analogia con i tempi odierni. In effetti è cambiato poco, tranne che oggi domandiamo un salario minimo europeo, pari diritti lavorativi e contributivo per le donne, il diritto di studio e sviluppo personale, indipendentemente dalle proprie risorse economiche o l’appartenenza di ceppo sociale. Sono rimaste uguali anche le richieste di pace e prosperità per tutti i popoli e il diritto di vivere in un ambiente meno inquinato. Tutte richieste che vanno contro gli interessi delle élite finanziarie e quindi contro gli interessi di chi finanzia Lega, Forza Italia, Italia Viva, Fratelli d’Italia eccetera, eccetera. A proposito il PD, non fa affatto eccezione, contando al proprio interno fior fiore di lobbisti e dimostrandosi sempre più vicino ai vertici culturali ed economici della società. Un partito elitario, senza cuore per lavoratori, donne, minoranze etniche, ma anche bambini, giovani e pensionati. Questo è il motivo perché l’estrema destra ha potuto fare breccia proprio sulle fasce più melense ed economicamente più deboli della società. Sono semplicemente stati abbandonati dalla sinistra.

C’è chi sostiene che il termine degli anni di piombo, lo scioglimento di società segrete come la P2 e il mettere al bando partiti/movimenti fascisti, sia stata la vincita della democrazia contro la spinta autocratica del periodo stragista e quindi la sconfitta dell’estrema destra. Io sostengo che il Berlusconismo dimostra esattamente il contrario. Mi risulta comunque che pochi sono stati condannati per strage. Qualcuno se la cavò con la condanna per depistaggio, mentre i Schergen esecutori si fecero qualche annetto dietro alle sbarre. Però i mandanti restarono tutti a piede libero e anzi, magari qualcuno ancora oggi tra noi, si becca il famoso vitalizio, grazie alla collega Casellati. Aveva ragione Pasolini quando scrisse “Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe“. Persino il golpista Junio Valerio Borghese, alla fine morì come uomo libero. Il fatto di non potere dare nome e cognome ai responsabili, ci toglie la possibilità di elaborare questa parte del nostro passato. Esattamente questo è il motivo perché oggi ex membri della P2 siedono serenamente nel senato della Repubblica e membri del Movimento Sociale Italiano fanno parte di Fratelli d’Italia, stando al fianco della Meloni. Il partito FdI nasce dallo scioglimento di Alleanza Nazionale, che a sua volta nasceva dal Movimento Sociale Italiano. Il MSI, univa tutta la destra fascista, da Fronte Nazionale a Ordine Nuovo, passando da Avanguardia Nazionale. Certo Augusto De Marsanich, l’allora Presidente del partito, lo dichiarò partito conservatore, dopo essere stato partito di “ispirazione” post-fascista e prima ancora, ovvero fino al 1972, partito neofascista. Analogia con oggi? Domandiamoci perché nessuno viene incriminato per gli assembramenti organizzati dalla destra quest’estate. Ci sono stati degli scassi, ci furono evidenti inadempienze alle norme sanitarie, si scatenò l’inferno al Circo Massimo con scontri tra ultrà, Casa Pound e Forza Nuova e nessun indagato? Perché? In merito mi incuriosisce anche il fatto per cui i nostri servizi speciali non sapessero che ci sarebbe stato quello scontro. Sanno quando uno s’iscrive all’ISIS, ma 90 neofascisti in cerca di casino, lo possono fare indisturbati. Strano, molto strano e molto simile a quanto accadeva 40 anni fa.

Per terminare ho un ultima chicca. L’ennesima analogia con gli anni di piombo. È noto che quando un movimento fascista veniva radiato, le destre si accollavano gli attivisti. Così accadde per i neofascisti di Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale (AN!!!), Fronte Nazionale, Lotta Popolare, Terza Posizione e così via. Oggi trovo questa lettera aperta nella Gazzetta di Lucca. Ne restai colpita per la naturalezza con la quale viene data questa notizia. Chi è Fabio Barsanti? Inizia il suo percorso politico, se proprio lo vogliamo chiamare così, al fianco di Forza Nuova, dopo essere stato selezionato dai “squadristi” della curva sud della Lucchese. Emerge in Epsilon di Casa Pound, quando Forza Nuova a Lucca viene praticamente sciolta dalle diverse beghe legali, quali spaccio, risse, associazione a delinquere e così via. Poi, guarda un po’, viene presentato come candidato sindaco di Lucca del PDL – Lista Berlusconi Premier, nel 2012. Il più pulito degli squadristi per così dire, visto che tranne un processo per rissa nel 2017, non ci fu accollato nulla. Viene poi eletto consigliere regionale per Casa Pound e approda in Fratelli d’Italia, come vediamo dall’articolo della Gazzetta di Lucca, ripreso poi da diversi giornali. Curioso anche il fatto come i Fratelli Meloni scelgono i loro vertici, no? Comunque, non è proprio cambiato nulla, o forse sì, quella gigantesca bolla di debito pubblico, che iniziò la sua corsa verso l’insostenibilità nel 1978 e indovinate chi l’ha fatta crescere così….